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La carriera · Gli inizi

Prima dei grandi circuiti.
La stessa voglia di vincere.

Emanuele da bambino, con casco e tuta, in sella alla sua minimoto
Le prime partenze. Una passione già grande.

01 / Dove tutto comincia

Gli inizi in minimoto

Nato a Roma il 17 maggio 1996, Emanuele Pusceddu comincia a scrivere la propria storia sulle minimoto. Il casco sembra ancora grande, i circuiti sono piccoli. Ma la voglia di correre è già quella che lo accompagnerà negli anni a venire.

Fin dalle prime gare emergono velocità, sensibilità e una naturale capacità di interpretare la pista. Non è soltanto entusiasmo: è un talento che, giro dopo giro, comincia a trasformarsi in risultati.

02 / Il primo segno

Le prime vittorie

Le vittorie arrivano presto. Negli anni delle minimoto Emanuele conquista quasi tutti i campionati a cui prende parte, imponendosi in un ambiente dove ogni confronto è una prova di carattere, oltre che di velocità.

Tra gli avversari che si lascia alle spalle ci sono anche piloti che oggi corrono nel Motomondiale. Sono le prime sfide di un percorso ancora tutto da costruire, ma una cosa è già chiara: quel bambino sulla minimoto non è lì soltanto per partecipare.

Emanuele in piega sulla minimoto blu con il numero 6
Il numero 6, già davanti agli occhi.
Emanuele di nuovo sulla griglia di partenza, accanto alla moto numero 61
Ritrovare la griglia. Ritrovare la propria strada.

03 / La battuta d'arresto

L’infortunio e lo stop

Proprio quando il talento comincia a indicare una direzione, un infortunio serio interrompe il percorso di Emanuele. Le competizioni devono aspettare: arriva uno stop che lo tiene lontano dalle gare fino ai sedici anni.

Per chi è cresciuto tra partenze e cordoli, restare fuori significa rinunciare a una parte importante della propria quotidianità. La pista, però, rimane il punto a cui tornare. Quel capitolo sospeso non è la fine della storia.

04 / Tornare a fare ciò che ama

Il ritorno nel Trofeo Michelin

La ripartenza passa dal Trofeo Michelin. Emanuele torna a fare quello che gli piace di più: guidare, confrontarsi, cercare il proprio limite un giro alla volta.

Il ritorno non si esaurisce nella gioia di essere di nuovo al via. Ritrova il ritmo, la velocità e le posizioni di vertice. Dopo il lungo stop, i risultati tornano a raccontare il suo talento: il percorso riprende, con la stessa voglia di lasciare il segno.

Il Trofeo Michelin segna il ritorno di Emanuele alle competizioni e alle posizioni di vertice.

Emanuele in piega sulla moto numero 61 dopo il ritorno alle competizioni
La velocità ritrovata, un giro alla volta.
Emanuele sul podio durante i primi anni del ritorno alle gare
Il ritorno nelle posizioni di vertice.
Emanuele sul podio della European Junior Cup nel paddock Superbike
Un nuovo palcoscenico. La stessa determinazione.

05 / Il rilancio internazionale

La European Junior Cup

La ripartenza apre la porta a una sfida più grande: la European Junior Cup. Per Emanuele, le due stagioni nella categoria diventano un passaggio fondamentale per rilanciare la carriera e misurarsi oltre i confini nazionali.

Un monomarca Honda, moto preparate allo stesso modo e le piste del calendario europeo WorldSBK: un contesto in cui a fare la differenza sono il pilota, la preparazione e la capacità di reggere il confronto. Ogni gara è un'occasione per crescere e farsi notare nel paddock internazionale.

In quel vivaio sono passati anche nomi poi arrivati al Motomondiale, come Augusto Fernández e Albert Arenas. Una scuola di velocità capace di trasformare le ambizioni dei giovani piloti in un percorso concreto.

06 / Lasciare il segno

I successi in Europa

Emanuele risponde in pista: pole position, podi e vittorie trasformano il ritorno alle competizioni in una presenza costante nelle posizioni che contano. La fiducia ritrovata diventa velocità, e la velocità comincia a parlare anche sui circuiti internazionali.

A Imola arriva una delle immagini più forti di questo percorso: una vittoria davanti al pubblico italiano, conquistata imponendo il proprio ritmo. Il podio non è soltanto una festa, ma il segno di una carriera che ha ripreso slancio.

La Junior Cup gli restituisce una dimensione precisa: quella di un pilota capace di confrontarsi al vertice, pronto a portare questa esperienza nella sfida successiva.

Emanuele festeggia sul podio alzando la bottiglia
La gioia di un risultato costruito in pista.
Emanuele sulla Honda numero 58 durante la European Junior Cup; fotografia con credito originale
European Junior Cup · Il salto verso il confronto internazionale.
Emanuele sulla Superstock 1000 numero 58 mentre supera un dosso
Più potenza. Più velocità. Un nuovo livello di confronto.
Emanuele in azione sulla Ducati numero 58
La precisione richiesta dalle grandi cilindrate.

07 / La sfida delle mille

Il passaggio alla Superstock 1000

Dalla Junior Cup alla Superstock 1000, il confronto cambia dimensione. Emanuele entra in una categoria di altissimo livello, nel paddock del Mondiale Superbike: più potenza da gestire, avversari velocissimi e un margine d'errore sempre più sottile.

È una nuova misura del proprio talento. Ogni staccata richiede decisione, ogni uscita di curva precisione. Quello che ha imparato fino a quel momento diventa la base da cui ripartire, per cercare spazio tra piloti e squadre di grande esperienza.

08 / Amore e difficoltà

Una fase difficile

Quello con la Superstock 1000 è un rapporto di amore e difficoltà. Al fascino delle grandi piste e della sfida internazionale si affiancano problemi tecnici e infortuni, che spezzano il ritmo delle stagioni e rendono difficile dare continuità ai risultati.

Non sempre il lavoro del weekend trova il riscontro che merita. Ci sono ripartenze da affrontare, occasioni che sfumano e la necessità di ricostruire ogni volta la fiducia. Emanuele continua a cercare il proprio spazio, senza lasciare che gli ostacoli decidano il valore del suo percorso.

Emanuele affronta i cordoli sulla Superstock numero 58
Tra difficoltà e ripartenze, il confronto resta in pista.
Emanuele in piega sulla moto gialla numero 6
La grinta di cercare il limite, ancora una volta.
Emanuele in accelerazione sulla Superstock numero 6
Ogni occasione buona per mostrare il proprio potenziale.

09 / I guizzi che restano

Velocità e determinazione

Anche nelle stagioni più complicate arrivano prestazioni capaci di metterlo in evidenza. Guizzi di velocità, momenti in cui Emanuele riesce a esprimersi e a mostrare che il suo potenziale guarda alle posizioni di vertice.

È la grinta a tenere unito il percorso: tornare in sella, ritrovare il ritmo e sfruttare ogni opportunità per farsi notare. Le difficoltà limitano la continuità, ma non cancellano ciò che sa fare quando riesce a mettere insieme tutti i tasselli.

La Superstock gli lascia esperienza, consapevolezza e la capacità di reagire. Non soltanto una prova di velocità, ma una fase che contribuisce a formare il pilota che diventerà.

Emanuele sulla moto numero 6 del team J. Angel nel National Trophy
Il ritorno in pista. Una nuova occasione da costruire.

10 / Ricominciare, ancora

Il ritorno nel National Trophy

Un infortunio importante impone a Emanuele un nuovo periodo lontano dalle competizioni. Dopo le sfide internazionali della Superstock, la carriera incontra ancora una pausa forzata: prima di pensare al risultato, bisogna ritrovare la possibilità di correre.

Tra il 2018 e il 2019 il percorso torna a prendere slancio nel National Trophy. Emanuele ritrova le sensazioni della gara e torna nelle posizioni di vertice, trasformando un'altra ripartenza in una nuova sfida sportiva.

In questo periodo affianca alle gare anche il ruolo di tester per YSS e Dunlop, mettendo la propria esperienza e sensibilità di guida al servizio del lavoro di sviluppo in pista.

11 / Con J. Angel, fino alla lotta per il titolo

La lotta per il titolo

Con il team J. Angel il ritorno acquista continuità. Il lavoro insieme permette a Emanuele di esprimersi, ritrovare fiducia e portare in pista quella velocità che gli stop non hanno cancellato.

Nella seconda stagione arriva a giocarsi il campionato: non più soltanto il piacere di essere di nuovo al via, ma la possibilità concreta di lottare per il titolo. La grinta trova un riscontro nei risultati, e il podio torna a essere parte del suo racconto.

Emanuele festeggia sul podio del National Trophy con la tuta J. Angel
La gioia del podio, dopo il lavoro della ripartenza.
Emanuele con la squadra J. Angel, la Yamaha numero 6 e i trofei
La squadra e i trofei di un percorso condiviso.
Emanuele festeggia sul podio del CIV con J. Angel
La gioia del podio. Una sintonia costruita insieme.

12 / Molto più di un team

Il legame con J. Angel

Con il J. Angel Racing Team nasce un'intesa speciale. La squadra guidata da Marco Giovannangelo diventa un punto di riferimento per Emanuele: un ambiente in cui il lavoro tecnico e la fiducia nelle persone si alimentano a vicenda.

Dal National Trophy alla Supersport, il rapporto cresce attraverso le gare, le difficoltà e i risultati condivisi. Per circa cinque anni, fino al 2023, Emanuele è uno dei volti di riferimento della squadra: una collaborazione che va oltre il singolo weekend e prende forma nel lavoro quotidiano.

È quella sintonia a dare forza al percorso. Ai box si costruiscono le condizioni per esprimersi; in pista Emanuele risponde con velocità, determinazione e la capacità di tornare a lottare anche dopo i momenti più difficili.

13 / Tra i protagonisti della Supersport

Vicecampione italiano Supersport

Nel corso di questo legame arrivano molteplici vittorie, podi e pole position sui circuiti italiani. Emanuele si afferma tra i protagonisti della SSP600, capace di dare battaglia e di lasciare il segno nei weekend che contano.

Il percorso culmina nella lotta per il titolo del CIV Supersport 2023. Sulla Yamaha del J. Angel Racing Team, Emanuele resta tra i riferimenti del campionato e chiude la stagione da vicecampione italiano, alle spalle di Simone Corsi.

Il percorso con J. Angel lo porta anche al Mondiale Supersport, la categoria SSP600 del paddock WorldSBK: Emanuele partecipa come wild card agli appuntamenti di Imola e Jerez, confrontandosi con i protagonisti della serie iridata. Un altro passaggio internazionale, costruito sulla velocità e sul lavoro maturati nel campionato italiano.

Quel trofeo racconta molto più di una posizione in classifica: il lavoro di una squadra, la fiducia costruita negli anni e la risposta di un pilota che, dopo tante ripartenze, è tornato a giocarsi il vertice.

Emanuele alza il trofeo di vicecampione italiano Supersport 2023
Vicecampione italiano: il punto più alto di un legame speciale.
Emanuele in piega sulla Ducati del Kuja Racing
Una nuova moto. Un nuovo modo di cercare il limite.
Il lavoro della squadra Kuja con Emanuele sulla Ducati prima di entrare in pista
La fiducia si costruisce anche fuori dalla pista.

14 / Cambiare per crescere

La Ducati del Kuja Racing

Nel biennio 2024–2025 è tempo di cambiare aria. Emanuele sale sulla Ducati Panigale V2 del Kuja Racing, portando con sé l'esperienza maturata nella Supersport e la voglia di mettersi nuovamente alla prova.

L'intesa non è immediata. Una moto diversa richiede nuovi riferimenti, un altro modo di interpretare le curve e il tempo necessario per capire come sfruttarne il potenziale. I primi passi sono complicati, ma il lavoro con la squadra continua, una sessione dopo l'altra.

Passo dopo passo, il confronto ai box e i chilometri in pista costruiscono fiducia. Emanuele ritrova la sensibilità per spingere e una sintonia sempre più solida con la Ducati.

15 / L'esperienza torna a fare la differenza

I risultati con Kuja

Quando i tasselli cominciano a trovare il proprio posto, tornano anche i risultati: podi, vittorie e pole position continuano a confermare la velocità di Emanuele e la sua capacità di essere competitivo nella classe.

Il successo al Mugello diventa uno dei momenti più significativi del percorso con Kuja: la risposta concreta a un adattamento costruito con pazienza, lavoro e determinazione.

Ormai tra i veterani della Supersport, Emanuele mette a frutto ciò che ha imparato nelle tante fasi della carriera. La capacità di leggere una gara, reagire alle difficoltà e lavorare con il team resta il filo che collega ogni nuova sfida.

Emanuele festeggia la vittoria sul podio con la tuta Ducati Kuja
Il ritorno sul gradino più alto.
Emanuele sul secondo gradino del podio a Vallelunga con Kuja Racing
Vallelunga · Un altro podio nel percorso con Kuja Racing.
Emanuele in piega sulla BMW S 1000 RR nella stagione 2026
Nuovi riferimenti, la stessa determinazione.

16 / Una nuova sfida

Il 2026 in Superbike

Il 2026 apre un nuovo capitolo: dopo aver lottato più volte per il titolo nella Supersport 600, Emanuele torna nella classe regina del Campionato Italiano Velocità. Ad accompagnarlo sono il team Axon Seven e la BMW S 1000 RR: una nuova sfida tecnica e sportiva, da affrontare con tutta l'esperienza costruita negli anni.

È una stagione di crescita, in cui il lavoro con la squadra prende forma giro dopo giro. Emanuele si porta più volte in lotta per il podio e, in diverse occasioni, è il migliore dei piloti BMW in pista. Segnali concreti di un percorso che acquista solidità e lo riporta a confrontarsi con i protagonisti della Superbike italiana.

Il campionato si chiude con il sesto posto in classifica: un risultato che racconta l'adattamento alla categoria e il lavoro svolto insieme al team. Dalle minimoto alla Superbike, il filo resta lo stesso: imparare, reagire e continuare a cercare il proprio limite.

Emanuele sulla BMW numero 6 del team Axon Seven nel CIV Superbike
Il ritorno nella classe regina, con la BMW del team Axon Seven.